DOVE C’ È BARILLA?


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Cosa ne pensate della notizia del giorno? A radio2 l’imprenditore Guido Barilla dichiara: “Non faremo pubblicità con omosessuali, perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”. Infine si è scusato così: “Con riferimento alle dichiarazioni rese ieri alla ‘Zanzara’, mi scuso se le mie parole hanno generato fraintendimenti o polemiche, o se hanno urtato la sensibilità di alcune persone. Nell’intervista volevo semplicemente sottolineare la centralità del ruolo della donna all’interno della famiglia”. Io ho fatto due personali riflessioni a proposito. Innanzitutto come amministratore delegato Guido Barilla non vale nulla, perché che tu possa essere omofobo o meno la pasta Barilla viene comprata da eterosessuali e omosessuali quindi escludere una parte di consumatori è veramente una mossa stupida. Secondo punto non meno importante, è l’assurdità del pensiero che ha mosso questa dichiarazione. La famiglia è o non è un nucleo di persone che vivono sotto lo stesso tetto unite dall’amore? Perché non guardiamo in faccia la realtà? Nel 2013 la famiglia italiana non è più composta solo da mamma papà e bambino. Questo è un dato di fatto, non è teoria, non è follia, non si tratta di marziani. Quindi cara Barilla, se vuoi essere la pasta degli italiani (anche se ormai non lo sei più) o spacciarti per tale, guardali in faccia questi italiani! Scusate, forse molti non la penseranno come me ma oggi questa notizia mi ha fatta veramente incazzare, per me si tratta di ignoranza. Mi è crollato in un secondo il mito della pasta Barilla, ricordo i vecchi spot pubblicitari, per me era la pasta buona, quella che nell’impasto c’aveva i valori di amore, passione, genuinità, unione e comprensione. Barilla era la pasta che univa gli italiani a tavola, ora è una pasta.  Lolla

Ricetta Ricotta Cotta


Ricotta RomanaSe siete appena tornati a casa e non avete ancora pensato al pranzo, ecco una ricetta da preparare in pochi minuti. Vi assicuro che è da leccarsi i baffi!

Ecco come preparare la ricotta al forno: posizionate la ricotta (preferibilmente vecchia di 2 giorni) su di una teglia da forno (io ho messo la carta forno per non farla attaccare), aggiungetevi il sale, qualche goccia di limone e una spolverata di pepe. In base ai  propri gusti  potete utilizzare qualche spezia, come il curry, oppure ricoprirla di mandorle già sgusciate. Insomma, potete condirla  a vostro piacimento! Infornate a 160° per circa 1 ora.

Sono sicuro che si perde più tempo a leggere la ricetta che a prepararla. Poi a mangiarla ancora meno…:) 

I Placebo secondo Marcello.


PLACEBO_LOUD-LIKE-LOVEDa un paio di giorni ascolto ininterrottamente il nuovo lavoro dei Placebo ed il giudizio non può che essere sostanzialmente positivo.

Dopo l’uscita dei primi due singoli estratti(Too Many Friends e Loud Like Love)  temevo potesse trattarsi del solito album un po’ furbetto dai suoni orecchiabili e radiofonici ma, come spesso accade, la scelta dei singoli da pubblicare è dettata anche dal mercato musicale e dalle case discografiche.

Continuando ad ascoltare il cd, ci sia accorge che il disco è il migliore degli ultimi anni, con punte molto alte come A Million Little Pieces ed Exit Wounds che parte quasi come musica industriale per poi ritornare nei binari tipici della musica di Molko & Co.

A mio modo di vedere, capolavori sono le due ultime tracce: Begin The End, con un intro piuttosto lento ed un crescendo irresistibile, e la romanticissima Bosco col piano suonato dal leader a farla da padrona!

Un gran bel disco, dunque…certo non siamo ai livelli di Without You I’m Nothing e Black Market Music ma sarebbe come chiedere agli U2 di rifare un disco come Joshua Tree o Achtung Baby: praticamente impossibile!!! di Marcello Rossini