Ti piace scrivere? Continua il mio racconto.


Ciao amici di “penna” (o meglio di “tastiera”), “Giallo come il grano” è l’incipit  del mio racconto, sono solo 20 righe. Mi piacerebbe che ognuno di voi contribuisse allo sviluppo della storia, scrivendo  altre  20 righe. Proviamo insieme questo esperimento? Vediamo che risvolti può avere questo racconto? Secondo me è un gioco simpatico che possiamo fare insieme. Armatevi di penna, pazienza e tanta fantasia e incominciate a sognare. Gae

Ps: inserisci la “parte” della storia nello spazio relativo ai commenti, oppure inviala a: gaetano.buquicchio@libero.it

Listener

  • GIALLO COME IL GRANO

    Incipit di: Gaetano Buquicchio

    7 Giugno Lo scuolabus percorre per l’ultima volta quella strada sterrata che per un intero anno ha portato tutti quei ragazzini svogliati dalla periferia a scuola. Si confonde con il giallo dei campi di grano bruciati dal sole, la mietitura è ormai vicina. E’ l’ ultimo giorno di scuola prima delle tanto attese vacanze estive. Ragazzi festosi ad occupare quei sedili in pelle marrone, il sudore riga le fronti lisce facendo da cornice ai loro sguardi ingenui e rilassati. In occasione dell’ultimo giorno di scuola è concesso non indossare il grembiule, nessun fiocco e nessuna coccarda a rendere tutti uguali quell’esercito di scolaretti. Nicola siede all’ultimo posto sulla destra, in fondo a tutti i sedili, vicino ai suoi amici di sempre. Oggi nessuna divisa a rendere ancor più goffi i suoi movimenti. Maglia aderente bianca e pantaloncino rosso non tanto lungo da coprire le ginocchia, sbucciate durante l’ultima corsa in giardino con Michele e Francesco. “Chi arriva ultimo è scemo…” Nicola non solo arrivava sempre ultimo, ma puntualmente finiva per terra con i suoi chili di troppo. Accanto a Nicola sedevano: Rocco detto “Rocco-uill”, per via del lavoro del padre, sindacalista alla Uil; Antonio detto “forbicina”, perchè suo nonno era il barbiere del paese; e Gaetano detto “capa-mnon”, per la sua testa più piccola rispetto agli altri bambini. Seduta in prima fila la bella Anna, fiocco rosa tra i lunghi capelli a boccoli e grembiule appena sotto il ginocchio, anche il 7 giugno, l’ultimo giorno di scuola…

Ricetta del cremolato, che gran bella scoperta!


foto_4

Avete mai mangiato il cremolato? Io non solo non lo avevo mai gustato prima di questa estate, ma ignoravo proprio la sua ’esistenza! Certe volte l’ignoranza è proprio una brutta cosa, sprecare  tanto tempo senza conoscere questa bontà! 🙂 Nonostante il nome, il cremolato non ha a che fare né con la crema  né con il gelato, è una sorta di granita ma con una consistenza diversa. Il cremolato è a base di frutta  (che deve essere fresca e di buona qualità) e zucchero  e non è previsto l’impiego del latte. Ho assaggiato per la prima volta questa delizia a Roma, alla “Casa del cremolato” in via di Priscilla-18, un  locale  piccolo  ma molto accogliente.  Consiglio il gusto “marroni” da abbinare alla  “mandorla”; molto buono è anche il “gelso”. Il personale è preparato e disponibile, sono loro stessi a consigliarti le combinazioni migliori tra i gusti, fanno molta attenzione all’ abbinamento tra i vari sapori e le varie consistenze. Io vi consiglio di andarci, un salto in questa gelateria secondo me è di dovere!  Se poi non siete di Roma, possiamo provare a fare il cremolato di more a casa. 

RICETTA: Lavate 300 grammi di more, disponetele in una coppa e irroratele con il succo di mezzo limone. Schiacciatele con una forchetta, aggiungete 30 grammi di zucchero, 150 ml di acqua e mettete il composto in freezer per 5 ore. Dopodichè inserite le more (ormai ghiacciate) in uno sbattitore fin quando avrà raggiunto la giusta consistenza.  Gae.

Per gli amanti del Jazz


Buongiorno a tutti, segnalo un evento per tutti gli amanti del jazz dal 26 al 28 settembre nel caratteristico quartiere di Garbatella a Roma. Io non ci sono mai stato, però credo sia una buona occasione per trascorrere un week-end all’insegna della buona musica! Gae

GJF13_Manifesto67x97